Chi sono
Mi interessa il potere trasformativo del lavoro su di sé e la possibilità di ritrovare aspetti autentici spesso rimasti in secondo piano.
Ciao, mi chiamo Daniele e nella vita faccio lo psicologo.
La mia passione per questa materia è iniziata molto presto. Da ragazzo ero sensibile, introverso e profondamente incuriosito dal mio mondo interno, un mondo che spesso non riuscivo a comprendere fino in fondo e che, a volte, mi spaventava.
Ho iniziato così a studiare e approfondire le dimensioni della psiche, inizialmente non per trasmettere queste conoscenze agli altri, ma perché desideravo trovare una chiave per stare meglio, per attraversare situazioni che mi facevano soffrire e dalle quali sentivo di non riuscire a uscire da solo.
Ero convinto che esistesse una strada possibile e che questa strada passasse attraverso la crescita della consapevolezza.
Dopo il liceo ho iniziato a studiare psicologia e parallelamente mi sono formato nel counselling, perché sentivo il bisogno di approfondire non solo la dimensione clinica e scientifica, ma anche quella più pratica, relazionale ed esperienziale della relazione d’aiuto.
Nel tempo ho scoperto che mondi apparentemente distanti — psicologia, corpo, simboli, tradizioni e ricerca interiore — spesso parlano la stessa lingua e raccontano aspetti profondamente connessi dell’esperienza umana.
Oggi sto proseguendo la mia formazione nella scuola di psicoterapia e, da quel lontano inizio, la mia ricerca non si è mai fermata. E spero che continui ancora a lungo.
Ho scoperto che, come esseri umani, siamo continuamente in cammino e che dedicare attenzione a noi stessi e al nostro mondo interiore sia una delle cose più preziose che possiamo fare, non solo per noi, ma anche per le persone che amiamo.
Non mi sento arrivato da nessuna parte, né credo di essere un “grande saggio” della psicologia. Nel tempo, però, ho incontrato strumenti, esperienze e modi di guardare la vita che ho sperimentato sulla mia pelle e che mi hanno aiutato a vivere con maggiore consapevolezza, presenza e comprensione verso me stesso e verso gli altri.
Credo che molte di queste conoscenze — un tempo trasmesse attraverso le relazioni, le comunità e l’esperienza diretta — oggi si siano in parte perdute. Viviamo in un mondo che ci insegna spesso a funzionare bene sul piano produttivo, ma molto meno a prenderci cura della nostra vita emotiva e interiore.
Anche per questo sento importante continuare a coltivare e trasmettere questi strumenti di ascolto, presenza e conoscenza di sé.